Anticellulite

Possiede una elevatissima concentrazione di principi attivi
che penetrano in profondità.

90,00 

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Le Azioni
della Crema Anticellulite

La Crema M 30 di Mens Sana Aesthetica è stata studiata per coniugare in sé i principi attivi idonei a prevenire e a trattare gli inestetismi della “cellulite”.
La crema grazie all’unione tra Acido Glicolico, Centella Asiatica, Caffeina, Carnitina, Bromelina ed altri Enzimi Proteolitici, rende la pelle tonica e compatta e favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso con una conseguente attenuazione delle adiposità localizzate e miglioramento generale della cute.
L’Acido Glicolico è un acido della frutta esfoliante, utile a rinnovare la pelle e renderla più compatta.
La Centella Asiatica svolge un’azione terapeutica che riguarda principalmente la circolazione sanguigna.
La frazione purificata dei triterpeni stimola la sintesi di collagene ed è indicata come flebotonico ed è un ottimo complemento per il trattamento della cellulite.
La Caffeina riduce l’effetto “a buccia d’arancia”. Consente di drenare e rimuovere i liquidi stagnanti, stimola il metabolismo dei grassi facilitando la smobilitazione dei depositi che formano il tessuto adiposo localizzato e prevenendone nuove formazioni.
Ha anche un potere antiossidante che preserva la pelle combattendo gli agenti esterni responsabili della perdita di tono ed elasticità.
La Carnitina è una molecola nota per la sue proprietà di promuovere la riduzione del grasso corporeo e lo sviluppo della massa magra. Questo è un principio attivo specifico anti cellulite che, coniugato con gli altri principi attivi rende questo prodotto ancora più biodisponibile e più efficace nel contrastare gli inestetismi della cellulite.
Il Metil Nicotinato stimola il microcircolo cutaneo senza causare iperemia.
Infine la Bromelina è un derivato naturale costituito da enzimi in grado di scindere le proteine in elementi più semplici, rendendo più attivo il trattamento.

Approfondimenti

Secondo recenti studi, questa patologia colpisce oltre l’80% delle donne italiane, senza distinzioni d’età o di peso.

A causa di specifici recettori presenti nel corpo femminile, sui quali prevale l’azione di estrogeni, la quasi totalità delle donne ha la cellulite.

Il termine cellulite quindi è quanto mai improprio, poiché con la desinenza finale ITE si prefigura sempre una patologia di tipo infiammatorio (borsite-tendinite ecc.), che in realtà in questo caso non corrisponde al vero.

Il termine medico esatto della cellulite invece è “Pannicolopatia atrofico-regressiva da stasi circolatoria, ancor meglio definita come Pannicolopatia Edemato Fibrosclerotica PEF”.

Tutti gli elementi che compongono i differenti strati cutanei sono in stretta relazione, realizzando delle unità tissutali e micro-circolatorie che sono legate sia sul piano anatomo-funzionale che chimico-metabolico.

La cellulite, dunque, deriva dal un’alterazione del derma e dell’ipoderma.

In condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l’organismo, che brucia grassi ogniqualvolta abbia necessità di combustibile.

In caso di stasi del circolo venoso questa “riserva” diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose.

Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un’ infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono ulteriormente compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa sempre più difficile. Si innesca quindi un “circolo vizioso” che autoalimenta questa patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, anche se spesso ci si limita al suo significato di banale inestetismo.

L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro (anche se, in fondo, tutto si può ricondurre ad un’alterazione del microcircolo); alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti PRIMARI (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti SECONDARI, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all’assunzione di farmaci; altri invece, definiti fattori AGGRAVANTI (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.

Il fatto di essere donna e di razza bianca sono elementi sfavorevoli: la donna mediterranea è caratterizzata da una conformazione “a pera” (ginoide) in cui prevale l’azione degli ormoni femminili (gli estrogeni) sui recettori specifici, con il risultato di un accumulo dei chili in eccesso sulla parte bassa del corpo, ritenzione idrica e stasi circolatoria. Non a caso il problema comincia con l’adolescenza, periodo in cui vi è una vera e propria tempesta ormonale che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta.

Anche la componente familiare è rilevante, considerato che alcuni disturbi del micro-circolo spesso si tramandano tra consanguinei e che l’insufficienza venosa e linfatica con fragilità capillare costituiscono l’anticamera della cellulite.

È noto che le manifestazioni cutanee della cellulite sono fortemente legate al ciclo femminile: l’aspetto “a materasso” della pelle aumenta nel periodo precedente il ciclo, soprattutto in caso di sindrome pre-mestruale, e in gravidanza quando sale il livello degli estrogeni con effetti positivi e negativi: aumenta l’appetito, migliora l’umore, si accumulano liquidi nei tessuti e il prodotto del concepimento preme sulle strutture vascolari, aggravando la situazione circolatoria magari già non perfetta, con segni di stasi.

Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido che abbia sacrificato il “nobile” tessuto muscolare, è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite. Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.

Questo disturbo, dal punto di vista clinico, può essere idi tipo ormonale o circolatorio: nel primo caso, a causa di un abbassamento del livello degli estrogeni, il naturale processo di lipolisi rallenta, provocando gli inestetismi comunemente definiti “cuscinetti adiposi”, mentre nel secondo caso è la conseguenza di un rallentamento del flusso sanguigno e del drenaggio linfatico.

In entrambi i casi, è possibile parlare di cellulite genetica, una patologia che si acquisisce per ereditarietà.

In quest’ottica, è importantissima un’azione preventiva dell’inestetismo.

La patologia in oggetto, inoltre, risente di più fattori, ed oltre a quelli sopra indicati, i problemi di ritenzione idrica sono delle costanti che non si eliminano con un trattamento estetico occasionale.

Ogni trattamento, per questo, deve essere seguito con costanza nel tempo.

Oltre ai trattamenti mirati, si consiglia un’alimentazione ricca di frutta e verdura, e povera di grassi, a cui abbinare, in sinergia, tanta attività fisica.

È importante sapere che qualsiasi programma estetico funziona davvero solo se associato a una dieta equilibrata e a un regime di vita sano.

Considearndo l’aspetto legato al primo caso, occorre anche evitare il più possibile interferenze ormonali.
Al contrario di quanto si pensi comunemente, in alcuni casi, per esempio dopo una gravidanza, la cellulite può essere eliminata con più facilità, venendo meno alcune delle principali cause dell’inestetismo , tra cui in particolare i problemi di circolazione del sangue o di ritenzione di liquidi tipici della gestazione.

Prima di iniziare qualunque trattamento, va evidenziato che è corretto abinare alcune importanti abitudini, tra cui l’esfoliazione della pelle.

Infatti, asportando costantemente lo strato superficiale cutaneo, carico di impurità e cellule morte, l’esfoliazione attenua l’effetto buccia d’arancia, migliorando anche la qualità dell’epidermide che, purificata, ottimizza la capacità di assorbimento dei principi attivi specifici, che si indicheranno a breve.

La dieta scorretta, poi, con l’introduzione eccessiva di calorie, di cibi ricchi di grassi e di sale favorisce accumulo di adipe localizzato, ritenzione di liquidi, “intossicazione” generale dell’organismo e formazione degli odiati cuscinetti. Anche una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perché la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate.

Un altro fattore di rischio è dato dal trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria. I difetti dell’appoggio plantare (piede piatto, piede cavo, ecc.) sono anche causa di postura errata e possono favorire i processi che portano alla formazione della cellulite.

Si deve evitare l’abbigliamento costrittivo: non dimentichiamo che abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, mentre scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm., ostacolano il ritorno venoso e linfatico e impediscono il corretto funzionamento dell’importantissima “pompa venosa” che abbiamo sotto i nostri piedi (un reticolo venoso che viene compresso ad ogni nostro passo e che imprime una spinta verso l’alto al sangue, impedendogli di ristagnare).

Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l’aggravarsi del quadro, l’uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale (aumento dei cosiddetti “ormoni dello stress”), l’altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell’organismo.

Come tutte le patologie anche la cellulite con il passare del tempo rende i suoi sintomi più o meno evidenti.

Si possono classificare quattro stadi della cellulite:

 

Il primo stadio: cellulite congestizia
Si definisce quando la superficie dell’epidermide appare normale ma nel tessuto sottocutaneo è iniziata la stasi a livello dei capillari, con un aumento della permeabilità dei tessuti e un’iniziale dissociazione degli adipociti.

 

Il secondo stadio: cellulite edematosa
Questo tipo di cellulite si caratterizza come fase iniziale della buccia d’arancia dove è possibile individuare un ristagno dei liquidi interstiziali. Nel secondo stadio, infatti, gli adipociti cominciano a ingrossarsi e a comprimere i vasi sanguigni compromettendo lo scambio idro-salino tra le cellule e facilitando la formazione di edema, da qui il nome di cellulite edematosa. La pelle si presenta leggermente a buccia d’arancia, in alcune zone questi inestetismi cominciamo ad essere più evidenti con avvallamenti.

 

Il terzo stadio: cellulite fibrosa
Nello stadio fibroso della cellulite si formano dei piccoli noduli che entrano in contatto con il collagene indurendosi e provocando un rallentamento dell’ossigenazione tra i tessuti e di conseguenza lo scambio tra le cellule. In molti casi può essere indicata anche come cellulite sclerotica flaccida. La zona del corpo colpita risulta molle con perdita di tono e gli inestetismi della buccia d’arancia sono visibili senza dover comprimere la pelle.

 

Il quarto stadio: cellulite sclerotica
La cellulite sclerotica è l’ultimo stadio della ritenzione idrica, ritenuto irreversibile, e va trattato con maggiore cura per ottenere risultati ottimali.
Il quarto stadio, infatti, si traduce come la complicanza della fase fibrosa. Questo stadio è solitamente considerato irreversibile. La pelle si presenta a “materasso”.
In questa fase della patologia le fibre di collagene sono ispessite e i noduli sono voluminosi ed evidenti e intaccano anche le terminazioni nervose causando sensibilità e dolore al tatto. Si creano degli infossamenti cutanei che arrivano fino al derma.
La cellulite sclerotica presenta buccia d’arancia molto evidenti con noduli visibili e tessuto cutaneo irregolare con la presenza di alcune macchie cutanee.

BIBLIOGRAFIA

  • www.fondazionefatebenefratelli.it/scuola-di-medicina-estetica
  • www.antoninodipietro.it
  • www.sies.net

I principi attivi della Crema Anticellulite

LA CARNITINA E I SUOI BENEFICI

La carnitina viene sintetizzata a partire da due aminoacidi – la Lisina e la Metionina – in presenza di Niacina, Vitamina B6, Vitamina C e Ferro.
La carnitina ha una storia secolare: essa, infatti, è stata identificata nel 1905 da Gulewitsch e Krimberg in estratti di carne bovina (da qui il nome carnitina), ma per conoscere la sua struttura chimica si è dovuto attendere il 1927, anno in cui Tomita e Sendju riuscirono a chiarirla.
Nel 1935 Strack mise in luce analogie strutturali e biologiche fra carnitina e acetilcolina (un importante neurotrasmettitore, il primo peraltro a essere stato individuato).
Nel 1947, Fraenkel documentò il fabbisogno di carnitina per l’accrescimento delle larve del coleottero Tenebrio molitor (il verme della farina) e per questo motivo venne anche chiamata vitamina BT.
La carnitina svolge un ruolo fondamentale nella produzione di energia.
Trasporta gli acidi grassi a catena lunga nei mitocondri in modo che possano essere ossidati (“bruciati”) per produrre energia.
Muove anche i composti tossici generati da questo organello cellulare per impedire il loro accumulo.

 

IL RUOLO DELLA CARNITINA IN RAPPORTO ALLA CELLULITE

La carnitina è una molecola nota per le sue proprietà di promuovere la riduzione del grasso corporeo e lo sviluppo della massa magra.
Questo è un principio attivo specifico anti cellulite che, coniugato con gli altri principi attivi rende questo prodotto ancora più biodisponibile e più efficace nel contrastare gli inestetismi della cellulite.
Sotto la pelle è presente una rete di tessuto fibroso, simile a una griglia. È questo tessuto connettivo che fa da supporto alla pelle.
L’insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro (anche se, in fondo, tutto si può ricondurre ad un’alterazione del microcircolo). Alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti PRIMARI (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti SECONDARI, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all’assunzione di farmaci. Altri invece, definiti fattori AGGRAVANTI (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.
Indipendentemente dai fattori che causano cellulite, la carnitina aiuta a perdere grasso, aumenta la capacità plastica dell’organismo nella costruzione dei muscoli e può agire come antiossidante e anti-infiammatorio.
Prolunga la vita delle cellule e aiuta a ridurre la cellulite, attraverso la termogenesi cioè
aiuta a metabolizzare il grasso all’interno della cellulite.
La carnitina inoltre accelera la rigenerazione della pelle danneggiata, ad esempio in seguito a una scottatura, promuove la riformazione delle cellule e svolge anche un ruolo cruciale nel rimuovere le tossine.
I prodotti cosmetici a base di carnitina rendono la pelle tonica e compatta. Favoriscono la metabolizzazione dei grassi e l’eliminazione dei liquidi in eccesso con una conseguente attenuazione delle adiposità localizzate ed un miglioramento generale della cute.

 

CONTROINDICAZIONI

Gli effetti collaterali della carnitina non sono riferiti all’uso cosmetico, ma si verificano per un’assunzione eccessiva di integratori di carnitina. Un’assunzione che non rispetta le dosi consigliate può portare ad un sovradosaggio, con effetti indesiderati che si possono presentare con maggior frequenza a livello dell’apparato gastrointestinale.

BIBLIOGRAFIA

  • Steiber, A. et al “Carnitine: a nutritional, biosynthetic and functional perspective”, Mol Aspect Med., vol 25, IV 2004
  • Kerner, J. e Hoppel, C. “Genetic disorders of carnitine metabolism and their nutritional management”, Annual Rev. of Nutrition, vol 18, pp. 179 – 206, 1998

CAFFEINA E CELLULITE

La caffeina, nome IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione, , è un alcaloide naturale presente nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà e mate e nelle bevande da esse ottenute.
La caffeina fu isolata da chicchi di caffé nel 1819 dal chimico tedesco Friedlieb Ferdinand Runge che la chiamó “Kaffein” .
In natura é presente in foglie, semi e frutti di queste e diverse piante, come il guaraná, il tè, la cola o il yerba mate, dove agisce come insetticida naturale
L’utilizzo della caffeina in ambito cosmetico è indicato per il trattamento della cellulite e delle adiposità localizzate grazie alla sua doppia azione:

  • Azione adipolitica: stimola la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. In quest’azione i trigliceridi vengono scissi in acidi grassi e quindi rimossi.
  • Azione di drenaggio e antiedematosa: rimuove dei liquidi stagnanti.

Per entrambe le funzioni non è sufficiente bere un caffè oppure un tè , che contiene anch’esso caffeina, perché l’assunzione per via orale non può intervenire sul trasporto della caffeina nel tessuto dove c’è cellulite e quindi non aiuta a migliorare gli inestetismi cutanei.

 

USO COSMETICO

Se in campo farmaceutico la caffeina trova sempre meno spazio per far posto a farmaci più efficaci e selettivi, in cosmesi trova maggior utilizzo come coadiuvante per il trattamento della cellulite, date le potenzialità lipolitiche e termogeniche.
Per cellulite s’intende il processo sclerotico del tessuto adiposo, che si differenzia dallo stato di obesità localizzata, per la contemporanea presenza di noduli che alterano la struttura del tessuto adiposo. L’inestetismo cellulitico è frequente soprattutto nelle donne e si manifesta in distretti corporei ben definiti (cosce, glutei, fianchi ecc.).
Il processo cellulitico origina da alterazioni del microcircolo, con aumento della permeabilità dei capillari situati nel derma e nel lipoderma, che lasciano fuoriuscire plasma in eccesso negli interstizi cellulari generando edema. L’aggravante di questa manifestazione è la concomitante perdita di efficacia del sistema drenante linfatico.
La pressione che questa massa in eccesso esercita sulle cellule ne altera le funzioni, con conseguente disorganizzazione delle strutture tessutali fino alla rottura dell’adipocita. La fuoriuscita del contenuto cellulare o la fusione con cellule vicine stimolano i processi difensivi con conseguente sintesi di collagene fibroso che ingloba cellule adipose in una struttura organizzata ed isolata: il nodulo cellulitico. Il micronodulo, così formato, va incontro ad un processo involutivo causato dalla disidratazione e dal ridotto apporto di substrati, con conseguente formazione di zone capsulate di dimensioni maggiori, dette macronoduli.
Queste strutture compromettono in modo definitivo la diffusione di nutrienti ed ossigeno, causando accumulo di prodotti catabolici e rifiuti cellulari che portano a degenerazione o sclerosi e senescenza precoce del tessuto.
Le cause eziologiche della cellulite sono molteplici. Sicuramente intervengono fattori fisiologici quali il connettivo lasso, l’esistenza di mucopolisaccaridi con tendenza a polimerizzare ed una profonda tendenza alla riduzione degli scambi trofici, causa scatenante dell’intossicazione e dell’invecchiamento cellulare: inoltre l’azione ormonale degli estrogeni, che inducono ritenzione idrica e liposintesi, e dei corticosteroidi, che sembrano intervenire nell’eziopatogenesi di questo processo predisponendo l’individuo alla cellulite. Sono coinvolti anche fattori genetici.

 

MECCANISMO DELL’AZIONE COSMETICA

Dal momento che la cellulite è legata a problemi circolatori, con essudazione di liquidi negli interstizi, isolamento degli adipociti con interruzione degli scambi metabolici, è opportuno intervenire con un’azione drenante e disintossicante per districare le fibre collagene che soffocano gli adipociti.
È a questo proposito che risulta utile l’applicazione cosmetica della caffeina per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa), anche se la principale azione della molecola è quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo. L’attività adipolitica e’ costante e ciclica nel tessuto normale con ritmo di circa quindici giorni.
Essa avviene grazie all’intervento di ormoni quale il glucagone e l’ATCH che stimolano l’adenilato ciclasi a trasformare l’ATP in AMPc, il quale con azione ormono-simile stimola, tramite fosforilazione, l’attivazione della lipasi adipolitica. Questa permette l’idrolisi dei trigliceridi in digliceridi, successivamente scissi in acidi grassi e quindi rimossi.
La caffeina stimola l’attività dell’AMPc inibendo la fosfodiesterasi, enzima che degrada l’AMPc ed impedisce la lipolisi.
L’utilizzo topico della caffeina in ambito cosmetico è indicato per il trattamento della cellulite e delle adiposità localizzate ed è giustificato per gli effetti catabolici sugli adipociti come descritto in precedenza.
La cellulite non trova beneficio nell’intervento sistemico, perché i principi attivi e la basi xantiniche assunte non raggiungono le formazioni nodulari che sono isolate e collocate in distretti scarsamente irrorati.

 

LA CREMA

Nella scelta di una crema anticellulite i principi attivi sono l’unico elemento da valutare, e in particolare devono avere un’azione venotonica, soprattutto per chi di fragilità capillare, un’azione antiedematosa, per combattere la ritenzione dei liquidi, e un’azione lipolitica. La caffeina è il principio attivo che consente tutte le azioni descritte.
La caffeina, inoltre, riesce ad attraversare la pelle con facilità perché è una molecola abbastanza piccola e diminuisce il volume delle cellule di grasso.
Così promuove l’accumulo di una sostanza (3,5 cyclic-adenosine-monophosphate, cAMP) che a sua volta attiva la lipasi-ormone sensibile, che va a mobilitare i trigliceridi racchiusi nelle cellule di grasso.
Alcuni esperimenti hanno dimostrato che la cellula diminuisce il suo volume del 17% con una concentrazione di caffeina dell’1-2 %. Le formule in commercio ne contengono il 3%.
Uno studio recente ha dimostrato che 1 cm2 di pelle può assorbire 2 microgrammi in un’ora. In una tazzina di caffè espresso vi sono in media 80.000 microgrammi (80 milligrammi) di caffeina. Quindi il trattamento anticellulite non causa insonnia e tachicardia.
Va detto che la cellulite trova beneficio nell’applicazione di un prodotto cosmetico ad uso topico perché i principi attivi vengono assorbiti direttamente nella zona interessata dove possono svolgere la loro azione.
Infatti la cellulite è legata a problemi circolatori, con fuoriuscita ed accumulo di liquidi negli interstizi e formazione di edemi, è opportuno intervenire con un’azione drenante e disintossicante.
Per aumentare l’efficacia dell’applicazione topica ovviamente si può integrare l’intervento cosmetico con massaggi drenanti.

 

CONTROINDICAZIONI

L’uso topico della caffeina non comporta ad oggi controindicazioni, poiché l’assorbimento transdermico non mostra concentrazioni ematiche tali da indurre effetti sistemici.

BIBLIOGRAFIA

  • Laredj F., Salmon M. Predicting skin absorption of caffeine from complex vehicles using experimental design StratiCELL SA, Crealys Science Parc, Isnes Belgium
    H&PC Today Vol. 10(2) March/April 2015 pp 26-29.
  • Masin S., Puppoli M., Caffeina, una molecola usata anche in cosmetica. Uso Sistemico e Topico- 4^Chimica – ITIS Natta – Padova, 2017.

METHIL NICOTINATO
Nome INCI: methyl nicotinate
È una molecola pura, ottenuta attraverso un nuovo ed esclusivo processo di sintesi.
È derivato dalla reazione chimica tra due composti naturali:

  • Il Mentolo, (ricavato dall’olio essenziale di menta), che ha sulla pelle un effetto rinfrescante e lenitivo.
  • La Niacina o Vitamina B3 o Vitamina PP (PellagraPreventing), che partecipa alla degradazione e all’utilizzo energetico delle proteine, dei lipidi e dei glucidi.

Essendo il mentolo un vasocostrittore (agente sui termocettori cutanei del freddo) e la niacina un vasodilatatore (agente sui termocettori del caldo), si riscontra, pochi minuti dopo l’applicazione di un prodotto cosmetico che provoca una piacevole sensazione di moderata freschezza (dovuta alla porzione mentilica della molecola) ed una simultanea sensazione di tepore stimolante (dovuta alla porzione niacinica della molecola).
Il methil nicotinato rappresenta una nuova rivoluzionaria sostanza ad uso cosmetico, in grado di attivare significativamente il microcircolo cutaneo senza tuttavia causare fastidiose iperemie o irritazioni, ma, al contrario, procurando un piacevole effetto sensoriale caldo-freddo circoscritto alla zona di applicazione.
Si tratta di un effetto che si associa a una gradevole sensazione di «turgore cellulare» o di «micromassaggio sottocutaneo caldo-freddo» indice di un benefico incremento dell’attività microcircolatoria.
È particolarmente indicato come principio attivo in:

  • Trattamenti della cellulite.
  • Trattamenti tonificanti anti-age (contrasta il rallentamento del microcircolo cutaneo dovuto all’invecchiamento o al rilassamento dei tessuti).
  • Prodotti rinfrescanti per gambe.

Le sue proprietà sono quindi sfruttate in applicazioni topiche per favorire l’ossigenazione e il nutrimento della pelle, aumentare il ricambio epidermico e l’integrità della barriera cutanea, accelerare la differenziazione cellulare e la cicatrizzazione.
È anche noto per i suoi effetti detossinanti e antinfiammatori.
In questa linea viene utilizzato contro gli inestetismi della cellulite, poiché contrasta le adiposità localizzate migliorando il tipico aspetto a buccia d’arancia.
La combinazione mirata degli attivi svolge un’azione ad ampio raggio sui tessuti colpiti dall’inestetismo, stimolando la circolazione, senza però provocare dilatazione dei capillari, e favorendo la riduzione della ritenzione idrica.

 

CONTROINDICAZIONI
L’ipersensibilità a Methil Nicotinato è l’unica controindicazione.

BIBLIOGRAFIA

  • Leffingwell JC (2009) Cooling Ingredients and Their Mechanism of Action. In: Handbook of Cosmetic Science and Technology, 3rd Informa Healthcare, 661
  • Prousky JE (2011) Niacin for Detoxification: A Little-known Therapeutic Use. JOM 26(2):85-9

BROMELINA: CARATTERISTICHE

La Bromelina è composta da due enzimi, dotati di attività proteolitica, estratti dalla polpa e dal gambo dell’ananas.
Da molto tempo la Bromelina è impiegata nel mondo dell’integrazione nutrizionale, in medicina ed in cosmetica per i suoi molteplici benefici.
Ai primi studi sperimentali si sono aggiunti nel tempo diversi trials clinici che hanno chiarito alcune delle principali attività cliniche della Bromelina.
Attualmente la Bromelina risula utile per:

  • facilitare il processo digestivo;
  • controllare l’evoluzione di stati infiammatori;
  • facilitare la ripresa da traumi sportivi;
  • controllare il decorso clinico ed il periodo di remissione in corso di patologie autoimmuni, come l’artrite reumatoide;
  • espletare una preziosa attività antiedemigena;
  • esercitare un’azione antiaggregante piastrinica ed antitrombotica.

Per questo motivo, la Bromelina risula utile in corso di flebite, artrite reumatoide ed altre patologie infiammatorie, cellulite, vene varicose e patologie su base ossidativa o infiammatoria.
Per meglio elencare le caratteristiche della Bromelina si evidenziano:

  • le attività antinfiammatorie;
  • le proprietà antiossidanti;
  • le peculiarità antiedemigene;
  • le proprietà antitrombotiche;
  • le funzioni anticoagulanti;
  • le capacità immunomodulanti;

Per queste straordinarie caratteristiche Bromelina è utilizzata con successo in ambito cosmetico.
Gli effetti biologici sopra elencati sarebbero riconducibili alla capacità della Bromelina di modulare l’espressione genica di fattori coinvolti nell’attivazione e nel mantenimento di processi infiammatori ed ossidativi, e nella cosmesi questo prezioso elemento è diventato il principio attivo più utilizzato nei prodotti anticellulite.

 

BROMELINA E CELLULITE
Il gambo dell’Ananas è tradizionalmente utilizzato nel trattamento della cellulite.
La cellulite non è un “semplice” inestetismo cutaneo, ma rappresenta l’esito di un processo degenerativo che porta al ristagno di liquidi negli spazi interstiziali.
Il problema, associato al deposito di grasso nel tessuto sottocutaneo, provoca le alterazioni morfologiche caratteristiche della cellulite (pelle a buccia di arancia e noduli cellulitici doloranti).
La cellulite si manifesta in vari modi, in varie parti del corpo e per molteplici cause, e la Bromelina, per le sue proprietà, stimolando la diuresi, ripristinando il trofismo cellulare e normalizzando la struttura del tessuto cutaneo e sottocutaneo, può essere utile nella prevenzione e nella cura della cellulite.
Inoltre svolge un’azione efficace contro i gonfiori degli arti inferiori: ciò la rende particolarmente utile nel trattamento.
Va anche detto che migliorando l’elasticità delle vene e promuovendo il riassorbimento dei liquidi interstiziali, diventando un rimedio utile contro la pelle a buccia d’arancia.

BIBLIOGRAFIA

  • Fitzhugh D.J. et al. Bromelain treatment decreases neutrophil migration to sites of inflammation. Clin Immunol. 128(1):66-74, 2008.
  • Gumina S. et al. Arginine L-alpha-ketoglutarate, methylsulfonylmethane, hydrolyzed type I collagen and bromelain in rotator cuff tear repair: a prospective randomized study. Curr Med Res Opin. 28(11), 2012.

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